Adozione e ricerca delle origini al tempo dei social network.

Nella serata di ieri venerdì 2 dicembre 2023 abbiamo affrontato il delicato argomento della ricerca delle origini. Abbiamo avuto come ospite la psicologa e ricercatrice dottoressa Marta Casonato e l’assistente sociale Verdiana De Marchi del CISS di Pinerolo.

Siamo partiti, per entrare subito nel vivo dell’ argomento, da una domanda fatta dalla dottoressa Casonato: ” Secondo voi, vostro figlio, cosa cercherebbe su internet?”
Le risposte sono state molto variegate: qualcuno ha pensato alle origini culturali e geografiche del proprio figlio pensando al desiderio di voler riallacciare un’appartenenza ad un territorio specifico che inevitabilmente gli è rimasto dentro; altre coppie invece hanno ipotizzato che la ricerca su internet del proprio figlio si possa concentrare più sui genitori biologici, spinti dagli interrogativi “Chi sono? Come sono fatti? Abbiamo delle somiglianze fisiche? Mi posso riconoscere in loro?”. Oppure, ancora rispetto ai genitori biologici, avere dal web la rassicurazione che siano ancora vivi e che stiano bene. Un’altra motivazione importante che potrebbe spingere i figli a cercare notizie sulle proprie origini sui social network è il “perché” dell’essere stati lasciati e degli avvenimenti. Si è anche ipotizzato che potessero cercare dei possibili fratelli e/o sorelle e capire se anche loro abbiano avuto lo stesso destino adottivo oppure siano rimasti con i genitori biologici.


Insomma…tanti sono gli interrogativi che potrebbero spingere un ragazzo che è stato adottato a cercare notizie sul proprio passato attraverso internet perché le risposte sono immediate e di semplice accesso. Ma i rischi sono potenzialmente molti: come il trovarsi soli a dover gestire delle situazioni spinose con, dall’altra parte di uno schermo, una persona sconosciuta che magari chiede del denaro o che magari finge di essere una persona che in realtà non è. E molto spesso quello che si condivide sui social network non rispetta la vera immagine della persona, e in un successivo incontro reale il ragazzo potrebbe andare incontro ad una profonda delusione o ad un ulteriore rifiuto, senza contare che questi incontri potrebbero essere fatti in solitudine e senza personale professionalmente preparato sull’argomento che faccia da intermediario e facilitatore nel ricongiungimento dell’adottato con la propria storia e con la famiglia biologica.

I genitori adottivi presenti alla serata hanno manifestato diverse paure in merito all’argomento tra cui proprio la paura che il proprio figlio faccia le scoperte sulle proprie origini in solitudine, la paura di un ulteriore rifiuto, la paura che si riapra una ferita molto dolorosa, la paura che sia il figlio o la figlia stessa ad essere adescata e rintracciata attraverso i social network, o anche la paura di un possibile allontanamento dai genitori adottivi.

Il contributo prezioso della dottoressa Casonato è stato quello di illustrare alle coppie l’importanza di creare negli anni un clima sereno di dialogo con i propri figli. Dimostrare loro che possono sentirsi liberi di chiederci qualsiasi cosa sulla loro storia, essendo loro i custodi delle informazioni consegnate dal Tribunale e soprattutto che è assolutamente lecito voler ricercare informazioni sulle proprie origini, come è altrettanto lecito non avere questo desiderio e che entrambe queste scelte vadano accolte dai genitori.

È stata sicuramente una serata molto intensa in cui le coppie presenti si sono messe molto in gioco, esponendo le loro emozioni e i molti timori che possono derivare dalla facilità di accesso dei figli alle informazioni contenute nei social network. Proprio per questa motivazione è importante fornire ai ragazzi tutti i pezzi possibili del loro puzzle con molta serenità e sicurezza, in modo da fare sì che non debbano sentire la necessità di andare a cercare notizie attraverso canali non protetti esponendosi così a dei rischi difficili poi da gestire.

Un ringraziamento particolare a tutti i partecipanti alla serata, alla dottoressa Casonato, all’Ente Adozioni Internazionali della Regione Piemonte per aver concesso questa preziosa serata e al CISS di Pinerolo per la loro sentita partecipazione.

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